Le printemps est toujours un moment particulièrement vivant pour la culture valdôtaine. C’est la saison de la musique, des chorales, des fanfares, des groupes folkloriques, des rencontres qui renouvellent, année après année, un patrimoine fait de mémoire, d’appartenance et de transmission.
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Se souvenir de Corrado Gex, soixante ans après sa disparition, signifie s’interroger non seulement sur sa figure, mais aussi sur l’héritage qu’il a laissé à la Vallée d’Aoste — un héritage qui demeure, aujourd’hui encore, profondément vivant.
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Le 18 avril, nous rappelons la naissance de Maria Ida Viglino, née à Gignod en 1915, figure majeure de l’histoire valdôtaine du XXe siècle. Enseignante, femme des institutions et protagoniste de la vie publique régionale, Maria Ida Viglino participa activement à la Résistance valdôtaine en tant que agent de liaison partisane, assurant des contacts essentiels entre les groupes résistants. Après la guerre, son engagement se traduisit par une contribution décisive à la construction de la Vallée d’Aoste autonome et de ses institutions.
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Cari ragazze e ragazzi,
Gentili docenti, dirigente
oggi non chiudiamo soltanto un calendario di appuntamenti. Oggi chiudiamo un mese intenso di incontri, riflessioni, confronti che hanno coinvolto oltre 1.200 studenti del nostro territorio, dalle scuole dell’infanzia fino alle classi quinte delle superiori, all’interno delle Settimane della Legalità e della Cittadinanza Bassa Valle 2026 .
Abbiamo scelto come filo conduttore la Costituzione, perché la legalità non è un insieme di divieti, ma è il terreno comune su cui si fonda la nostra convivenza. È il patto che ci tiene insieme. È ciò che rende possibile la libertà di ciascuno.
In queste settimane avete affrontato temi complessi e attuali:
le dipendenze, il contrasto al traffico di stupefacenti e al gioco d’azzardo; il bullismo e il cyberbullismo; la violenza familiare; i diritti dei minori; la parità; la giustizia minorile; l’uso consapevole dello smartphone; il rispetto nelle relazioni; il valore del confronto tra generazioni.
Avete incontrato magistrati, forze dell’ordine, professionisti della sanità, associazioni, volontari. Avete ascoltato esperienze vere. Avete posto domande. E soprattutto avete esercitato il vostro spirito critico.
La legalità, infatti, non si insegna soltanto: si vive.
Si vive quando si sceglie di non restare indifferenti.
Si vive quando si difende chi è più fragile.
Si vive quando si usa la libertà con responsabilità.
Questa mattina, 4 marzo, abbiamo voluto soffermarci in modo particolare sull’Agenda 2030, che non è un documento lontano o astratto, ma un impegno concreto che riguarda il vostro presente e il vostro futuro.
Abbiamo parlato di tutela del patrimonio paesaggistico nelle attuali fasi climatiche, di eventi naturali sempre più intensi, di attività di soccorso, di fenomeni migratori, di scienza al servizio dell’ambiente, di “memoria dei ghiacci”.
Tutti temi che ci ricordano una cosa fondamentale: la legalità non è solo rispetto delle regole tra persone, ma anche rispetto verso il pianeta e verso le generazioni future.
L’Agenda 2030 ci chiede di lavorare per uno sviluppo sostenibile, per la riduzione delle disuguaglianze, per la pace, per la giustizia, per istituzioni solide. Ci chiede di essere cittadini consapevoli in un mondo interconnesso.
E qui entra in gioco il vostro ruolo.
Voi non siete soltanto studenti che partecipano a un progetto.
Siete cittadini in formazione.
Siete la generazione che dovrà affrontare le sfide climatiche, sociali, tecnologiche che oggi iniziamo appena a intravedere.
Quando riflettete sulla tutela dell’ambiente, state parlando di giustizia.
Quando vi interrogate sui fenomeni migratori, state parlando di diritti umani.
Quando discutete di scienza al servizio dell’ambiente, state parlando di responsabilità collettiva.
La cultura della legalità è esattamente questo: comprendere che ogni nostra scelta ha un impatto sugli altri.
Desidero ringraziare tutte le istituzioni, le associazioni, i professionisti, i docenti e i dirigenti scolastici che hanno reso possibile questo percorso. Ma il ringraziamento più importante va a voi, ragazze e ragazzi, perché avete dimostrato attenzione, maturità e capacità di confronto.
Vorrei lasciarvi con un pensiero semplice:
la legalità non è un evento di un mese. Non è una firma su un patto. Non è un attestato consegnato al termine di un laboratorio. La legalità è una pratica quotidiana.
È una scelta che si rinnova ogni giorno.
Portate con voi ciò che avete ascoltato, discusso e interiorizzato in queste settimane. Fatelo diventare parte del vostro modo di stare al mondo. Perché il futuro della nostra comunità – e la realizzazione concreta degli obiettivi dell’Agenda 2030 – dipendono dalle scelte che farete, a partire da oggi.
Grazie a tutti voi, e buon cammino di cittadinanza consapevole.