Ecco l'estratto del mio intervento di saluto in occasione del convegno organizzato dall'Università della Valle d'Aosta per il passaggio della fiaccola olimpica.
Qualche giorno fa, in questo blog, abbiamo riflettuto su quanto la politica viva di memoria corta (leggi qui). Una memoria cortissima che diventa il rifugio dei trasformisti e di chi cambia casacca al primo vento favorevole. Lì mettevamo a confronto la continuità dell’Union Valdôtaine con l’incoerenza dei partiti nazionali, che si ricordano della Valle solo a ridosso delle elezioni.
Leggi tutto: Quando l’orgoglio valdostano incontra le mode dei partiti nazionali
La politica ha la memoria corta, cortissima. E questo, alla fine, diventa un problema nostro. Perché a far strada non è la coerenza, ma l’incoerenza di chi si presenta a noi con proclami e promesse che svaniscono subito dopo il giorno del voto.
Le 7 septembre 1945 : l’aube d’une Vallée libre
Ces derniers jours, j’ai participé à plusieurs comices à travers notre belle Vallée. Je me suis notamment rendu à Éresaz (Émarèse) et à Gaby, villages natals de deux grandes personnalités de l’histoire valdôtaine : l’abbé J. M. Trèves et Mons. J. J. Stévenin. Deux piliers de la pensée fédéraliste et deux combattants de la Cause valdôtaine.
L’abbé Trèves, en particulier, fut un défenseur acharné du particularisme valdôtain et de la langue française durant le ventennio fasciste : une période où la tentative d’uniformisation et le centralisme romain se manifestèrent avec une violence particulière.