Nuove idee ai giovani, il bilancio a chi ha già guidato.
Come molti avranno notato – anche solo dal moltiplicarsi di annunci e candidature sui social – il dado è tratto: le liste sono state depositate e la campagna elettorale può iniziare ufficialmente.
La concomitanza di comunali e regionali rende il quadro particolarmente vivace: ben 1.660 candidati saranno impegnati nelle prossime settimane a chiedere fiducia per la propria lista e per sé stessi. È un momento importante della vita democratica, in cui si dovrebbe presentare ciò che si intende realizzare per il Comune o per la Regione.
La Valle d’Aosta, come ho ricordato anche in un recente intervento in Consiglio Valle (vedi qui), ha dinamiche particolari. Le elezioni regionali assomigliano più a quelle di un consiglio comunale che a una competizione politica nazionale: una semplice questione di numeri. La nostra regione ha la popolazione di un quartiere di Torino o di una piccola città di provincia.
Questo inevitabilmente influenza la ricerca del consenso. In una realtà in cui “ci si conosce tutti”, la politica passa più attraverso reti personali e conoscenze indirette che attraverso la proposta di idee e progetti. Non c’è nulla di male: è la fotografia della nostra realtà. Resta però una differenza sostanziale rispetto a quasi tutte le altre regioni italiane.
Diverso dovrebbe essere l’approccio di chi è in politica da decenni rispetto a un giovane alla sua prima candidatura. Eppure capita di ascoltare dichiarazioni o vedere video che lasciano interdetti, soprattutto da parte di “professionisti della politica”, spesso con alle spalle una lunga serie di cambi di casacca, che parlano come se fossero appena arrivati da Marte.
Fortunatamente le liste presentano anche molti giovani, donne e uomini, che hanno deciso di mettersi in gioco per amministrare il bene comune. È un fatto raro e prezioso, soprattutto nei piccoli Comuni, dove le liste uniche sono sempre più frequenti.
In queste settimane dobbiamo ascoltarli, valorizzare le loro idee e, se le condividiamo, dare loro convintamente fiducia.
Ricordo che ormai vent’anni fa alcuni amministratori uscenti del mio Comune – tra cui il Sindaco Claudio Foudon e il compianto Vice Sindaco Carlo Lillaz – vennero a chiedermi di candidarmi come Sindaco. Avevo 25 anni, ero appena laureato e avevo trovato il “posto fisso”. Dopo un mese di dubbi e trattative, accettai: con mille preoccupazioni ma con tanta voglia di imparare.
Forse è proprio così che si può ridurre la distanza tra cittadini e politica: investendo seriamente sui giovani, non solo per facciata. In questo mese abbiamo l’occasione di conoscerli e ascoltarli: facciamolo.
A chi invece ha già esperienza politica, come me, dovete chiedere prima di tutto conto di ciò che è stato fatto, prima ancora di ascoltare le promesse per il futuro. Per chi ha amministrato, le elezioni non sono solo il momento di presentare nuove idee: devono essere anche l’occasione di rendere conto del proprio operato ai veri azionisti, i Valdostani.
La politica ha spesso la memoria corta, più breve di una legislatura. Tocca a tutti riaccenderla, per valutare con spirito critico e genuino l’operato di ciascuno. Non facciamo lo sbaglio enorme di disinteressarci, in questo mese si parla del nostro futuro e del futuro dei nostri figli.
Nel mio piccolo, nelle prossime settimane scriverò altri articoli qui sul blog – che tra l’altro ha avuto accessi che mai avrei immaginato, grazie di cuore! – o forse qualche breve video, per raccontare questi ultimi cinque anni, belli e difficili. Proprio per riaccendere la memoria. Ci sarà modo naturalmente anche di parlare di futuro e prospettive.
Intanto spero di incontrarvi di persona, magari agli incontri organizzati dall’Union Valdôtaine o altrove. Due parole scambiate faccia a faccia restano ancora il miglior social del mondo.
Questa settimana interverrò negli incontri di:
Chambave, Emarèse e Gaby.
Sarò inoltre presente negli incontri di Fénis e Pontey.
