Pierre-Louis Vescoz (nato a Verrayes il 23 novembre 1840 – morto ad Aosta l’8 febbraio 1925) è stato un sacerdote valdostano divenuto canonico della Cattedrale di Aosta, noto anche come giornalista, naturalista e uomo di scienza. Figura di spicco del clero della Valle d’Aosta nella seconda metà dell’Ottocento, Vescoz unì alla vocazione pastorale un forte interesse per le scienze naturali, la geografia e la storia locale, lasciando numerosi scritti e opere in questi campi. Il 2025 segna il centenario dalla sua scomparsa e offre l’occasione per ricordarne la biografia, le molteplici attività e l’eredità culturale.
Pierre-Louis Vescoz nacque nella frazione Charrère, penultimo di otto figli, il 23 novembre 1840. Compì gli studi presso il seminario maggiore di Aosta e venne ordinato sacerdote nel 1866. Iniziò il ministero pastorale come viceparroco: prestò servizio dapprima a Cogne e poi a Courmayeur (tra il 1873 e il 1874). Nel 1874 fu trasferito a Pont-Saint-Martin, dove servì inizialmente come economo e quindi come parroco della comunità locale fino al 1893. In quello stesso anno 1893, rientrato nel capoluogo regionale, fu nominato canonico della Cattedrale di Aosta.
Nel ruolo di canonico, Vescoz assunse ulteriori incarichi di rilievo nella diocesi. A partire dal 1895 fu docente di fisica e di filosofia naturale presso il Seminario maggiore di Aosta, contribuendo alla formazione scientifica dei futuri sacerdoti. Dal 1896 ricoprì anche l’ufficio di segretario del Capitolo della Cattedrale e di contabile dell’amministrazione capitolare. Inoltre, il canonico Vescoz fu membro attivo dell’Académie Saint-Anselme – prestigiosa istituzione culturale valdostana dedicata alla ricerca storica e archeologica – dove servì come archivista dal 1900 al 1911. Nell’ambito ecclesiastico si distinse per la tutela delle tradizioni liturgiche locali e per l’impegno nella promozione della cultura religiosa in Valle d’Aosta. La sua opera spaziò dalla cura pastorale alla raccolta di importanti documenti storici della diocesi, attività che avrebbe avuto un impatto duraturo sul patrimonio spirituale e culturale della regione.
Parallelamente al ministero, Vescoz coltivò sin da giovane un forte interesse per le scienze naturali, la geografia e la cartografia. Durante il suo primo incarico a Cogne, egli fu tra i fondatori di un sodalizio scientifico locale chiamato Petite Société Alpine de Cogne, insieme al parroco Pierre-Balthazar Chamonin e al rettore Jean-Pierre Carrel. Da questa collaborazione nacque il volume Géographie du Pays d'Aoste, un’opera pionieristica che descriveva in dettaglio la geografia fisica e umana della Valle d’Aosta. In seguito Vescoz aderì a varie società scientifiche: nel 1884, ad esempio, fu – assieme al canonico Georges Carlin Bérard – tra i promotori della rifondazione della Société de la Flore Valdôtaine, storica associazione naturalistica regionale. L’abbé Vescoz rimase un membro attivissimo di questa società, tanto che nell’assemblea del 19 gennaio 1905, quando venne ufficialmente costituito il Musée de la Flore Valdôtaine, egli venne nominato per acclamazione bibliotecario e conservatore di questo museo scientifico. Sempre in ambito accademico, divenne membro dell’Académie Saint-Anselme (come già ricordato) e di altre società erudite, dove poté condividere le sue ricerche in campo storico e naturalistico.
Nel corso della sua vita, Vescoz si fece celebre per la realizzazione di accurati plastici tridimensionali raffiguranti montagne e territori, frutto della sua competenza cartografica e del suo ingegno tecnico. Tra i modelli in rilievo da lui costruiti vi furono quelli dedicati ai massicci del Monte Bianco, del Monte Rosa e del Gran Paradiso, oltre a plastici rappresentanti la Terra Santa (Palestina) e persino il Foro Romano di Aosta. Il suo capolavoro fu un grande plastico della Valle d’Aosta (lungo circa sei metri, in scala 1:40.000) che suscitò ammirazione anche presso studiosi e alpinisti stranieri dell’epoca. Questo modello della regione, esposto al Municipio di Aosta, venne premiato con la medaglia d’oro all’Esposizione Universale Vaticana del 1888. In relazione a tale successo, papa Leone XIII insignì Vescoz dell’onorificenza pontificia Pro Ecclesia et Pontifice. Inoltre, il canonico ottenne una medaglia d’argento all’Esposizione Nazionale di Torino (fine Ottocento) per la serie di plastici dedicati ai principali massicci alpini valdostani.
Agli inizi del Novecento Vescoz concepì e realizzò un arboreto sperimentale sui pendii boschivi che sovrastano il capoluogo di Verrayes, introducendo varie specie arboree a scopo scientifico e didattico. Quest’opera naturalistica, oggi nota come Arboretum Pierre-Louis Vescoz in suo onore (anche se è un luogo per noi Verrayons più noto come Le Pointy) venne portata a compimento tra il 1905 e il 1908. Per la creazione dell’arboreto, il Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio conferì a Vescoz una medaglia d’argento e un premio di 300 lire, riconoscendone il valore innovativo nel campo forestale. L’arboreto di Verrayes, dopo un periodo di abbandono, è stato restaurato in tempi recenti a cura del Corpo Forestale della Valle d’Aosta ed è attualmente aperto al pubblico come area naturale di interesse regionale.
Il Canonico Vescoz oltre a lasciare a noi Verrayons l'eredità del suo Arboretum, consegna la sua imperitura memoria anche attraverso la nostra bella Chiesa parrocchiale, da lui ideata e per la costruzione della quale si è speso in prima persona.
Accanto all’attività pastorale e scientifica, Pierre-Louis Vescoz si dedicò anche al giornalismo e alla divulgazione culturale. Tra il 1870 e il 1873 collaborò con il periodico valdostano Feuille d’Aoste, sulle cui pagine iniziò a pubblicare articoli di attualità e cultura in un’ottica cattolica tradizionale. Successivamente divenne redattore capo del giornale diocesano Le Duché d’Aoste, fondato dalla Chiesa locale, che sotto la sua guida assunse un taglio conservatore e apologetico della fede. Dagli articoli di Vescoz traspariva la volontà di conciliare l’osservazione scientifica dei fenomeni naturali con una visione profondamente religiosa, in linea con il pensiero cattolico dell’epoca.
La carriera di Vescoz fu coronata da numerosi riconoscimenti ufficiali, a testimonianza del suo contributo in ambito sia ecclesiale sia scientifico:
- Croce “Pro Ecclesia et Pontifice” (1888) – onorificenza pontificia concessa da papa Leone XIII per il suo servizio alla Chiesa, in particolare per la realizzazione del grande plastico della Valle d’Aosta presentato all’Esposizione Vaticana.
- Medaglia d’oro all’Esposizione Universale Vaticana (1888) – premio assegnato al plastico tridimensionale della Valle d’Aosta, esposto a Roma, che destò grande ammirazione.
- Medaglia d’argento all’Esposizione Nazionale di Torino – riconoscimento ottenuto per i plastici dei principali massicci montuosi valdostani presentati a tale rassegna.
- Socio onorario del Club Alpino Italiano (CAI) – Vescoz fu nominato membro onorario del CAI e di altre società alpine e scientifiche, grazie ai suoi contributi nel campo geografico-naturalistico.
- Medaglia d’argento del Ministero dell’Agricoltura – premio ricevuto per la progettazione e realizzazione dell’arboreto di Verrayes, innovativo esempio di orto botanico alpino.
Pierre-Louis Vescoz rimase attivo nei suoi molteplici interessi fino agli ultimi anni di vita. Si spense ad Aosta l’8 febbraio 1925, all’età di 84 anni.